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Appunti sul colore

di Claudia Patruno, 10 Aprile 2003

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Nut il cielo e Gheb la terra

Al momento della creazione Nut, il cielo e Gheb, la terra, erano abbracciati così strettamente da impedire la nascita della vita. Ra, allora, mandò Shu, dio dell'aria e della luce, a separare i due sposi ed ebbe inizio la vita.

Così la leggenda, eppure oltre all'origine dell'Universo, l'assenza della luce avrebbe reso impossibile anche la percezione del colore.

Croce e delizia di chiunque si trovi a lavorare con le immagini, il colore è una delle componenti maggiormente difficili da gestire e comprendere e tutte le teorie sul colore sono legate alla spiegazione della natura fisica della luce.

Sulla natura del colore possiamo dire che si tratta di una percezione visiva, è il nostro cervello a codificare come colori le sensazioni che riceve quando la luce colpisce i nostri occhi.

Già Lucrezio nel De Rerum Natura aveva chiaro come il colore fosse una sensazione, ma per una formulazione scientifica della relazione tra lo stimolo della luce e la percezione del colore si deve arrivare al 600. E precisamente al 1666, quando Newton fece un esperimento entrato nella storia: l'esperimento di dispersione della luce. Newton scoprì che un fascio di luce bianca - priva quindi di colore - quando attraversa un prisma di vetro viene scomposta in uno spettro di luci, ossia ogni componente cromatica subisce una rifrazione diversa dalle altre componenti. Newton riuscì anche a compiere il processo inverso, cioè ricompose la luce bianca, facendo passare i diversi fasci colorati in un secondo prisma rovesciato. Newton chiamò i colori derivanti dalla rifrazione colori spettrali, e nel trattato Optiks scrive:
"il rosso, il giallo, il verde, l'azzurro e il violetto che tende al viola, insieme all'arancione, all'indaco, e a un'indefinita varietà di gradazioni intermedie".

Gradazioni

Newton distinse sette colori derivanti la rifrazione, fra i quali anche l'indaco, compreso fra il violetto e l'azzurro, ma era probabilmente suggestionato dalla convinzione che i fenomeni naturali fossero tutti riconducibili al numero sette, considerato all'epoca un numero perfetto. In realtà la percezione visiva dell'occhio umano comprende milioni di colori, riconducibili a sei famiglie di colori dell'iride: rosso, arancione, giallo, verde, azzurro e violetto. Newton infine ricondusse i colori spettrali a tre bande di colore predominanti: Rosso, Verde e Blu, detti colori primari, la cui somma in diverse proporzioni genera tutte le tonalità dello spettro (sintesi additiva). La somma dei tre colori primari in proporzioni eguali produce la luce bianca, mentre sottraendo dalla luce bianca un colore dato si ottiene il colore complementare - ad esempio rosso e ciano (sintesi sottrativa). È da questi due processi che derivano le due fondamentali terne di colori: Rosso, Verde e Blu per la sintesi additiva, la cui somma in proporzioni uguali produce il bianco; Ciano, Magenta e Giallo per la sintesi sottrattiva, la cui somma in proporzioni uguali produce il nero.

Per la teoria newtoniana percepiamo un oggetto di un colore poiché questo assorbe tutte le componenti cromatiche della luce tranne la componente che ne caratterizza il colore e che viene riflessa. Ad esempio un oggetto ci appare rosso perché riflette il colore rosso, mentre assorbe tutte le altre componenti della luce.

Quindi gli oggetti che percepiamo come bianchi riflettono tutti i colori dello spettro, mentre quelli neri li assorbono tutti. L'esempio migliore per comprendere come effettivamente il fenomeno avvenga in natura ci è dato dal mondo sottomarino. Con i pesci, e poche altre specie animali, condividiamo la percezione dei colori, negata alla maggior parte dei mammiferi - tori compresi, con buona pace del detto "vedo rosso"! Pensiamo alle riprese sottomarine di certi meravigliosi e coloratissimi pesci....perché sono così colorati? Non sarebbe più prudente, per sfuggire ai predatori, un tono un pó più dimesso? No, perché in profondità la componente cromatica della luce che riesce a penetrare è quella blu. E quindi per non essere notati non c'è nulla di meglio che essere di qualsiasi colore tranne il blu! La componente cromatica blu della luce che arriva in profondità, viene assorbita e non riflessa, in tal modo agli occhi di un predatore un pesciolino, ad esempio rosso, appare nero e si confonde facilmente nell'ambiente sottomarino. La natura è prudente, solo se sono colpiti dalla luce bianca delle nostre telecamere - cioè reagendo a tutte le componenti cromatiche - i pesci ci rivelano i loro colori sgargianti.

Torniamo a Newton, infatti, benché non fosse nelle sue intenzioni quella di enunciare una teoria del colore, quanto piuttosto determinare in modo matematico "i fenomeni dei colori che possono causati dalla rifrazione" a lui di deve il primo modello per spiegare la percezione del colore, il cerchio cromatico.

Cerchio cromatico

In questo modello i colori spettrali sono posti sulla circonferenza del cerchio, tutti i colori allžinterno della circonferenza sono quelli ottenuti dalla mescolanza dei colori spettrali, fino al bianco posto al centro del cerchio. Su ogni raggio che dal centro raggiunge la circonferenza, sono individuati i gradi di saturazione del colore, dalla massima saturazione - cioè il colore spettrale - alla saturazione nulla del bianco. Lo stesso Newton era conscio dei limiti del modello, ma.....; "se quei principi sono tali che a partire da essi un matematico può determinare tutti i fenomeni dei colori che possono essere causati dalla rifrazione [......] io suppongo che la scienza dei colori sarà ammessa matematicamente".

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