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3 errori di navigazione

di Sofia Postai, 25 Giugno 2003

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L'articolo proviene da Ilmestieredelweb.it ed è stato riprodotto per gentile concessione dell'autore.


Ci sono siti piccoli, costituiti da poche decine di pagine, in cui ci si perde senza riuscire a trovare l'informazione. Pare di essere nel gioco dell'oca: si torna sempre alle stesse pagine senza mai capire dove si è.
Vediamo perchè.

Errore n.1
La navigazione prevede solo pagine di primo livello.

Normalmente, in piccoli siti aziendali, le aree "chi siamo", "news", "contatti" sono costituite da un sola pagina, mentre tipicamente ci sono diverse pagine per la sezione "prodotti".
Seguendo una diffusa cattiva abitudine, per cui prima si progetta l'ambiente visivo e poi si raccolgono e analizzano i contenuti, il sito viene progettato senza prevedere una navigazione locale di area, con il suo sotto-menu.

Quando arriva il momento di inserire i contenuti della sezione più profonda delle altre, mancano spazi, segni e organizzazione del layout adeguati a renderla agevolmente navigabile.
Si rimedia nei modi più vari e meno usabili: fineste pop up, elenchi di link col solo nome del prodotto (spesso una sigla, insignificante per l'utente), applicazioni flash che dopo un certo numero di clic ti portano alla pagine del prodotto... e se non è quello che cercavi? Game over :-)

Una soluzione peggiore di altre è variare la navigazione generale a fantasia, man mano che si avanza in profondità, inserendo via via voci che si ritengono utili in quel contesto, senza dare all'utente la minima possibilità di orizzontarsi né di mettere a punto una strategia di ricerca.

Tecnicamente parlando, questi menu cercano di essere contemporaneamente navigazione fissa, navigazione locale e navigazione contestuale... la confusione è inevitabile.

Questo errore deriva da una semplicistica visione dell'architettura del sito, che non corrisponde alla reale articolazione del contenuti.

Architettura ad un solo livello di profondità

Errore n. 2
Mancano le pagine relative alle macro-sezioni

In questo caso esiste la consapevolezza che il sito ha (o può avere) almeno due livelli di profondità. Qualcuno si è preso la briga di fare un elenco degli argomenti principali e, per ciascuno, di stilare una lista di sotto-argomenti. Ma nessuno ha pensato che, in un sito, tutti gli argomenti (i "nodi") corrispondono a una pagina: anche e soprattutto quelli principali.

Per esempio può succedere che il "Chi siamo" preveda diversi argomenti-pagina ("Passato", "Presente", "Futuro") ma che nulla sia stato previsto per la pagina principale, come se si trattasse di un libro, in cui, dopo il titolo del capitolo, può esserci direttamente il titolo di un paragrafo.

Schema di architettura ad albero

Le soluzioni a questo tipo di problema sono varie e perlopiù spiazzanti.

Spesso si ricorre ad un sotto-menu a tendina, che presenta le sotto-voci cliccabili.
In alternativa, si invia al primo degli argomenti ("Passato", nel nostro esempio). Oppure si arriva ad una pagina che riporta solo i tre link (che comunque sono già presenti nel sotto-menu) spesso senza neppure due righe di introduzione.

Questi errori derivano da una visione dell'architettura che non tiene conto che ad ogni ramo (e non solo alle "foglie") corrisponde una pagina. Evidenziano inoltre la "fatica" della redazione di testi, per cui si preferisce arrangiarsi alla meno peggio con la navigazione, piuttosto che ristrutturare (e riscrivere) i contenuti in una diversa maniera.

Errore n. 3
L'allegra tassonomia

In un albero del sito corretto, una pagina è presente in uno e in un solo punto.

Quando una pagina di secondo o terzo livello è importante, e si vuole renderla più raggiungibile, la soluzione giusta è quella di esaminare l'ipotesi di "promuoverla" a voce della navigazione fissa o, se questo non è consigliabile, inserire in tutte le pagine interessate un box di segnalazione, oppure un link testuale ogni volta che si cita una determinata funzione o servizio, o ancora un menu contestuale (detto "vedi anche") che segnali argomenti correlati.

I link (o menu) contestuali, da identificare come spazio e come label in modo corretto hanno proprio la funzione di rendere evidenti altre aree (o pagine di altre aree) del sito, senza per questo confondere le carte della reale tassonomia del sito: se i rimandi trasversali sono frequenti, questa è la soluzione da adottare.

L'errore consiste, invece, nell'inserire spensieratamente il link in diversi sottomenu di area, rendendo difficile all'utente orizzontarsi nel sito e capire il contesto.

Spesso la resistenza a inserire link nel corpo del testo è immotivata e credo derivi unicamente dal fatto che il redattore lavora in word (o scrive a mano) e pensa che navigazione e interattività non lo riguardino.
In un sito di una web agency non proprio minuscola, che offre i suoi servizi anche nel campo dell'usabilità, ho rilevato questa frase: "per visionare il nostro portfolio, cliccate l'omonima voce del menu in alto" (nessun link dal testo).

Per esempio: la pagina A6 appartiene all'area A, e sarà presente solo nel menu di quest'area, ma se l'argomento può essere interessante anche per chi sta leggendo la pagina B13 (dell'area B) si evidenzierà il link ad A6 o nel corpo del testo, o con un un box dedicato (se il contenuto è davvero importante e va commentato) o con una presenza nel menu contestuale "vedi anche" che contenga diversi rimandi di questo tipo.

Le aree del sito vengono immaginate come parzialemente sovrapposteLa confusione nella tassonomia e gli errori conseguenti, derivano da una categorizzazione approssimativa e da una visione dell'architettura per insiemi parzialmente sovrapposti.

Questa visione dell'architettura in realtà non è concettualmente errata, anzi: molti contenuti appartengono logicamente a più di una categoria, e i confini sono spesso sfumati. Ma gli strumenti per gestire queste soprapposizioni in modo più raffinato ripetto a link testuali e menu di contesto sono difficilmente alla portata di un piccolo sito, non tanto per la parte tecnologica, ma per la componente umana di analisi e progettazione.

La tassonomia non è l'unica forma di architettura possibile: è però la più semplice e la più adatta a gestire una base informativa di dimensione media o piccola.

Per altri approfondimenti visita le seguenti sezioni nel sito ilmestieredelweb.it:

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