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Il diritto d'autore

di Massimiliano Proni, 29 Luglio 2002

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Non vi è più ombra di dubbio, ne converrete, che Internet sia riconosciuta come fonte praticamente inesauribile di informazioni, notizie e contenuti sia intellettuali che grafici. È altrettanto indubbio, però, che se da una parte la rete rappresenta un grande punto di incontro tra chi cerca risorse e chi le mette a disposizione, d'altra parte la stessa grande disponibilità di risorse e la loro facilità di accesso ha reso molto difficile la difesa delle proprietà intellettuali da parte degli autori delle opere pubblicate online (e non… si veda il caso della diffusione degli mp3). In particolar modo, sono le opere grafiche, e specialmente quelle digitali, ad aver risentito maggiormente di questo, chiamiamolo così, "sfruttamento illegittimo". La grande facilità di riproduzione delle immagini digitali, infatti, da un lato permette agli autori di rendere immediatamente e facilmente visibili e disponibili le proprie opere, ma ne rende altresì estremamente difficile il controllo su un eventuale uso non consentito dall'autore stesso. Una fotografia, un'opera digitale, la grafica di un sito, quando inseriti all'interno di un documento digitale possono essere facilmente prelevati e duplicati, praticamente a costo zero, un'infinità di volte per essere rimessi in circolazione attraverso il Web, fino a rendere praticamente quasi impossibile, spesso, risalire all'autore originale dell'opera. Purtroppo, se la vulnerabilità del diritto d'autore è divenuta nel tempo infinitamente maggiore, i mezzi messi a disposizione dalla legge e dalla tecnologia per consentire a chi si reputa depauperato dei propri diritti intellettuali ed economici di difendersi sono praticamente rimasti inalterati nel tempo. I metodi di marcatura digitale come il watermark, infatti, consentono di marchiare le opere digitali, rendendole così identificabili, ma non ne impediscono comunque la diffusione e la duplicazione, e sicuramente allo stato attuale non è ancora stato messo a punto nessun sistema valido per avere un efficace controllo sul materiale pubblicato sul Web.

Ma cos'è il diritto d'autore?

Un'opera è tutelata dal diritto d'autore fin dal preciso momento in cui passa dal piano d'idea, ovvero da quello del concepimento dell'idea di un opera, a quello percepibile, cioè viene esteriorizzata sotto forma di immagine (che sia pittorica, fotografica o digitale), di musica, di testo o di film. Un'opera, per poter essere definita tale, deve contenere un elemento d'originalità o d'interpretazione (come nel caso del canto) e il diritto alla sua tutela prescinde dal suo valore materiale. Il che vale a dire che il diritto alla tutela del diritto d'autore è identico per il più quotato dei Picasso o per il disegno fatto da vostro figlio sulla parete del salotto appena imbiancata!

Fondamentalmente, i piani di tutela sono due:il diritto morale e quello economico.

Il diritto morale d'autore è l'inalienabile riconoscimento della paternità di un'opera, e rappresenta il diritto di decidere se e quando rendere pubblica un'opera, quello di opporsi ad eventuali modificazioni o a deformazioni che pregiudichino la reputazione dell'autore o dell'opera stessa. Va da se che oggi come oggi i mezzi messi a disposizione dalla diffusione di strumenti che consentono la digitalizzazione di musica e immagini rende assai facile manipolare, distorcere, riprodurre le opere d'ingegno, per cui le occasioni per arrecare offesa ai diritti morali d'autore sono tantissime. Il diritto morale non ha una durata limitata nel tempo, ma bensì è legato in maniera indissolubile all'opera.

Il diritto economico consiste invece nell'aver facoltà di gestire lo sfruttamento dei proventi di un'opera. A differenza del diritto morale, il diritto economico può essere ceduto temporaneamente o definitivamente. Inoltre, esso è limitato nel tempo. In base alla convenzione internazionale di Berna del 1971, lo sfruttamento dei diritti economici di un'opera (sebbene esistano differenze a seconda della legislazione del paese di origine dell'opera e quindi viga il principio della territorialità, ossia per esercitare i diritti su un'opera bisogna sempre riferirsi alla legislazione del paese in cui un'opera è stata creata) è esercitatile dagli eredi o da chi sia stato in vita cessionario fino a 70 anni dalla morte dell'autore per tutte le opere creative, cioè quelle in cui l'autore abbia lasciato una propria traccia interpretativa, mentre è di soli 20 anni dalla data di realizzazione per le fotografie, sia digitali che su pellicola. Scaduti questi termini, infatti, un'opera diventa di pubblico dominio e chiunque può riprodurla, utilizzarla o manipolarla senza limitazioni. Stabiliti questi principi fondamentali, possiamo dire che qualunque opera esteriorizzata, sotto qualsiasi forma, dalla pagina Internet alla scultura in un museo, sono coperte dal copyright, e che quindi solo le opere per cui i termini di copertura che abbiamo citato siano scaduti possono essere liberamente utilizzate senza che nessuno possa vantare diritti su di esse.

Segnatamente alla pubblicazione di opere e immagini su Internet, la giurisprudenza americana ha concepito il concetto di licenza esplicita, ovverosia il semplice atto di mettere a disposizione nel Web le proprie creazioni implica l'autorizzazione a riprodurle e visualizzarle in locale, ovvero sul monitor dell'eventuale fruitore. Questo però non significa che il semplice fatto che tali opere siano liberamente visualizzabili implichi anche l'automatica autorizzazione a renderle liberamente disponibili, perché tale libertà contrasterebbe con il diritto vigente in materia. Solo nel caso l'autore dichiari esplicitamente che le sue opere sono messe a disposizione degli utenti del sito esse sarebbero liberamente utilizzabili, riproducibili e modificabili. A questo proposito, però, è bene avvertire tutti coloro che generosamente volessero mettere a disposizione del pubblico le proprie opere, che questo significherebbe la completa rinuncia a qualsiasi diritto di sfruttamento economico, in quanto non è assolutamente delineabile una condizione di pubblico dominio limitato all'uso non commerciale. Il che significa che chiunque prelevi le vostre creazioni può appropriarsene, modificarle e sfruttarle economicamente senza chiedere nessun permesso.

Ma allora, in che modo possiamo utilizzare materiale prelevato dal Web senza incorrere nel pericolo di sanzioni o rivendicazioni di paternità da parte degli autori? Innanzitutto, come abbiamo già detto, il fatto che in una pagina Web o in un'immagine non sia esplicitamente dichiarato che l'opera è coperta dal diritto d'autore non deve autorizzare nessuno a pensare che essa in effetti non lo sia. L'assenza di un simbolo copyright o © non ci autorizza a disporre liberamente del materiale scaricato. Copia e pubblicazione sono illegali anche se il materiale prelevato e riprodotto è pubblicato o esposto senza finalità di lucro. Se, ad esempio, un fan di un noto cantante o di una bellissima attrice volessero dedicare al proprio idolo un intero sito, dovrebbe comunque richiedere l'autorizzazione alla pubblicazione delle fotografie dello stesso al proprietario dei diritti, a prescindere da dove il gestore del sito si sia procurato il materiale (solitamente reperito nella Rete stessa o per mezzo di scannerizzazione su riviste), a meno che, naturalmente, le foto in questione non fossero state scattate da più di vent'anni. È illegale anche utilizzare materiale scaricato da siti che dichiarino che tutto il materiale è libero da diritti d'autore quando questo in effetti non sia vero. Capita, infatti, che tali dichiarazioni non siano veritiere, e siccome nel campo del diritto d'autore non vale il principio del dolo, ovvero dell'intenzione provata di provocare danno, per sentirsi accusare di violazione del copyright, consiglio a tutti, quando ci si trovi ad utilizzare immagini o informazioni da archivi che dichiarino la libera disponibilità, di controllare la serietà del sito da cui si preleva il materiale.

Diverso è il discorso quando il sito o la rivista siano a carattere di recensione o critica. In questo caso "il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o parti d'opera per scopi di critica, di discussione e anche d'insegnamento, sono liberi nei limiti giustificati da tali finalità e purché non costituiscano concorrenza all'utilizzazione economica dell'opera" (art. 70 della legge sul diritto d'autore). Vale a dire che è perfettamente lecito pubblicare, ad esempio, parte della copertina di un libro recensito o un piccolo brano del testo, se lo scopo della pubblicazione è quello di recensire, descrivere o criticare l'opera stessa, così come sarebbe lecito farlo per scopi didattici, sempre che ciò non comporti uno sfruttamento economico della parte di brano o d'immagine riprodotti. È insomma lecito pubblicare parti non significative dell'opera, ovvero tali da non poter essere utilizzate o fruite come se fossero l'originale. Per fare un esempio, è lecito utilizzare un particolare di un quadro per descrivere l'uso del colore e delle luci da parte dell'autore, perché il particolare, anche se riprodotto, non potrà sostituire l'originale, mentre non è lecito fare la medesima operazione con l'intera opera, perché il fruitore potrebbe accontentarsi della riproduzione disinteressandosi all'originale.

Per concludere, insomma, fate molta attenzione a quello che pubblicate. Se proprio volete aprire un sito con le foto della vostra cantante preferita, fate almeno in modo di ottenere un'autorizzazione alla pubblicazione, se non volete correre il rischio di incorrere nelle sanzioni previste dalla legge per il diritto d'autore.

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